Oh partigiano, portami via…

2013-01-24 11.34.10

Qualche settimana fa, in ricordo degli orrori avvenuti durante la seconda Guerra Mondiale, abbiamo incontrato Giovanni Marzona detto Alfa, ex partigiano, che ci ha un po’ raccontato la sua storia.
“Sono partito per andare a fare il partigiano  a soli 17 anni”  ci ha confidato “Una volta raggiunto il proprio gruppo si abbandonava tutto quello che si era stati prima e si cambiava  nome,  Alfa fu il mio”.
Essendo troppo piccolo per combattere lo mandarono a fare la staffetta di collegamneto della Brigata Osoppa, ovvero doveva fornire informazioni ai suoi compagni divisi in battaglioni sparsi per la montagna.
Ci ha colpito il fatto che lui sia partito nonostante il disaccordo dei genitori, che sapevano  che una simile scelta di vita avrebbe portato quasi certamente alla morte . Nel raccontare tutto ciò, Giovanni ci mostrava un senso di tristezza, ma tutte le sue emozioni sembravano essere molto controllate, fino a quando gli abbiamo chiesto se gli piacesse raccontare e ricordare  la sua vita da partigiano; la sua risposta è stata positiva, ma mentre ci raccontava quanto sentisse importante farlo  si è commosso.
A quell’epoca tutti i dipendenti pubblici che non erano tesserati e iscritti al partito fascista venivano inizialmente minacciati ,in seguito scacciati  dal posto di lavoro oppure arrestati. Giovanni ci ha detto che questo lo ha spinto a combattere in prima persona, lui voleva battersi per la libertà.
Ci ha inoltre colpito una frase di Giovanni: “La notte era talmente fitta e buia che la sola fiamma di un fiammifero bastava a far sapere dove ti trovavi”. Noi nemmeno immaginiamo una notte così.
A quell’epoca tutto era programmato. Ogni sabato i fascisti si riunivano per il “sabato fascista”, ovvero la giornata settimanale durante il ventennio dedicata ad attività culturali, sportive, paramilitari, politiche e professionali, istutuita dal governo di Mussolini. Nessun tipo di dissenso era ammesso.

Per terminare il nostro incontro ci siamo riuniti in cerchio e ci siamo messi a cantare il tipico canto partigiano “Bella ciao “. E’ stato un momento di grande emozione.

il partigiano alfa

(Giada Violanda & Carolina Marchesi)

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