UNA GIORNATA CON GIOVANNI IMPASTATO !!

 

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Il 4/04/13 le classi seconde e terze hanno avuto modo di incontrare Giovanni Impastato, fratello di Giuseppe che nel 1978 venne ucciso dalla mafia dopo averla combattuto nel suo paese. Giovanni ci ha raccontato quanto ha dovuto combattere, insieme a sua madre, perchè venisse fatta giustizia sulla morte del fratello. In un primo momento, infatti, le indagini erano state chiuse frettolosamente con la pista di un attentato terroristico o, peggio ancora, di un suicidio. Ci sono volute personalità di grande valore, come il Giudice Giovanni Falcone, per riaprire le indagini e far trionfare la giustizia. “Appena letta la sentenza, un giornalista mi chiese se quella sera avrei festeggiato” ci ha detto Giovanni Impastato. “Credo di avergli risposto male. La verità è che credo che un ergastolo sia sempre una sconfitta per la società”.

Abbiamo chiesto ad alcuni ragazzi della scuola come hanno trovato questo incontro.

Rosa Pox 2c: mi è piaciuto abbastanza, soprattutto  quando ha detto che sperava che la casa del mafioso non venisse più aperta fino a quando non sarebbe stata assegnata ad un’associazione anti-mafia.

Carolina Sammartino 2a: E’ stato interessante, in particolare quando ha raccontato che cosa si sta facendo per mantenere la  memoria di suo fratello Peppino.

Maxim Scio 3f:  Mi ha fatto capire meglio che cosa è la mafia.

Andrea Imperatrice 3e: Ho capito la struttura e la mentalità su cui si basa la mafia

Simone Lamperti 2a: E’ stato anche  un pò è stato noioso, anche se le domande erano interessant. Mi ha colpito sentirlo parlare della musica e delle radio degli anni 70.

Valentina Incarnato 2c: Mi ha colpito quando ha detto che in ognuno di noi vede suo fratello Peppino, perché é convinto che ognuno di noi potrebbe fare come lui.

Ilenia Teulodo 2a: La parte più interessante e commovente è stata quando ci ha raccontato quanto ha combattuto per poter  capire cosa fosse successo a suo fratello. Ma anche il suo invito a ricordare Peppino  come un punto di riferimento nella lotta alla mafia.

Martina Clemente 2b: Mi hanno colpito queste sue parole: “Non dovete considerare mio fratello come un eroe, ma come uno di voi. Deve essere semplicemente un esempio per non accettare atteggiamenti mafiosi”.

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(Martina Clemente)

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