Alla scoperta dell’arte di Rotella

 

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Il 9 maggio noi della I B siamo andati con il prof. Marotta ad una mostra d’arte di un famoso artista di nome Mimmo Rotella.

Siamo usciti dalla scuola alle 10 circa. Ero ansiosa di vedere le opere di questo pittore di cui il prof. ci aveva parlato, e poi a me piace tantissimo l’arte e vedere i suoi quadri sarebbe stato un onore.

Abbiamo preso il passante, anche se prima abbiamo attraversato un ”parchetto” con l’erba alta e tante margherite dove passava anche un cagnolino. Siamo arrivati giusto in tempo per salire, era abbastanza pieno e non c’erano molti posti a sedere ma quello è secondario come ”problema”. Ci siamo fermati (bhe, neanche tanto!), e siamo scesi poi a P.ta Venezia.

Abbiamo camminato per qualche metro e dopo finalmente siamo arrivati alla Galleria Marconi. Ero sorpresa dalla pace e dalla tranquillità di quel posto… Il prof. ci ha detto di non fare troppo rumore, abbiamo salito le scale e siamo arrivati al primo piano dove abbiamo ammirato le prime fra tutte e sue opere d’arte. Wow! che mano, che tecnica usava con tutti i suoi quadri…. Marotta ci ha detto meraviglie di lui come se l’avesse conosciuto di persona, inoltre ci ha raccontato che soleva distruggere e strappare manifesti appiccicati al muro per poi incollarli tutti a caso o sparpagliarli in un sacco vuoto da svuotare poi e inchiodare  su assi di legno. Di quadri ce n’erano tantissimi, siamo saliti al secondo piano e lì si che si vedeva come si “sbizzarriva” Rotella, poi siamo scesi e ritornati al piano terra dove c’erano altre opere che non sembravano “rotellesche”, quindi siamo usciti definitivamente dalla galleria e abbiamo camminato per Corso Buenos Aires finchè, con la fame che avevamo, siamo entrati al McDonalds e ognuno di noi si è comprato sia da bere che da mangiare. Siamo rimasti lì per un po’, poi abbiamo preso la metropolitana e siamo andati a vedere la scultura “L.O.V.E.” (libertà, odio, vendetta, eternità) di Maurizio Cattelan, vale a dire quel dito gigante che fa il gestaccio in piazza degli Affari qui a Milano. Infine abbiamo preso il tram per ritornare a scuola (e ne abbiamo sopportato il “caldo ‘infernale”). Una volta scesi, siamo arrivati a scuola e così tutti, in fretta e furia, abbiamo preso le nostre cose, e siamo usciti per tornare a casa. E’ così terminata una gita stancante ma divertente.

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(Melany Barrio, IB)

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