Racconti del brivido, ispirati al fantasma di Gropparello….: “Una settimana di misteri”

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Qualche mese fa il signor Gianfranco Gibelli mi ha invitato nel suo fantastico castello. Sono arrivato alle 10.45 del mattino e lui mi stava aspettando lì allo stop degli autobus. Tirate fuori le mie valige, mi sono diretto subito da lui e l’ho salutato e lui mi ha risposto, dicendomi: “Sei pronto?” Gli ho fatto cenno di sì e siamo andati con la macchina all’entrata, siamo scesi verso il bosco, poi, arrivati al ponte levatoio, Gianfranco ha chiesto ai suoi cugini di sollevarlo. Ormai era sera. Al pomeriggio ero andato con il signor Raya a fare un giretto e adesso me ne stavo in camera a scrivere nel mio diario, quando all’improvviso ho sentito dell’aria fresca, molto fresca, stava per iniziare un temporale. La porta scricchiolava e c’erano rumori strani. Ad un certo punto Gibelli ha aperto la porta e mi ha detto: “Deni è pronto!” Mi sono preso un colpo! Appena finito di mangiare, siamo tornati nelle nostre camere. Il temporale era sempre più forte, stava ormai diluviando. E sono rincominciati quei rumori strani sempre più forti, fino a quando si è sentito un urlo forte provenire dalla camera della sorella di Gibelli: sì era lei! Stava lacrimando dalla paura, non riusciva a parlare, ha solamente detto “Era lei!” A voce bassa. Stava parlando del fantasma di Rosania Fulgosio. Gibelli mi aveva avvisato che quando c’erano i temporali il fantasma appariva. La leggenda era vera! Però Gibelli non ci credeva così tanto, ivece io così tanto che me la stavo facendo sotto. Quindi ci siamo messi sotto le coperte di nuovo e abbiamo riprovato a dormire. Il giorno seguente ha smesso di piovere e c’ era l’arcobaleno; era tutto bagnato perchè una delle finestre era rimasta aperta. Abbiamo fatto colazione ed era tutto veramente buono. La sorella di Gianfranco non si ricordava nulla di tutto quanto era successo. Questo era accaduto il terzo della mia settimana a Gropparello; curioso che il giorno prima i due cugini del proprietario fossero invece caduti dalle scale e avvano deciso di andarsene. Avevano detto di essersi sentiti spingere… ma lì per lì non ci avevo fatto caso. Così eravamo rimasti in tre. Il quarto giorno fratello e sorella avevano litigato e così anche lei aveve deciso di andarsene. A Gianfranco non importava molto. Arrivò così l’ultimo giorno, finalmente partivo anche io, troppe cose strane in quel posto. Quando sono arrivato al pullman, mi sono girato per salutare Gibelli e ho visto l’ombra del fantasma dietro di me. Allora Gianfranco mi ha detto “Spostati!”e il fantasma lo ha spinto verso la lama dell’armatura che era lì vicino e che si era improvvisamente sollevata, infilzandolo. Io sono rimasto immobilizzato. Il fantasma poi è entrato nell’armatura da cavaliere, ha estratto la spada da Gibelli per puntarla contro di me… Ma a quel punto… Gibelli si è alzato ridendo, tutti i suoi parenti sono riapparsi improvvisamente, il fantasma si è rilevato una semplice tenda, mossa non ho capito bene da chi e io ho capito che era tutto uno scherzo… Sono ripartito sollevato, anche se… ancora oggi ogni tanto mi chiedo: “E se non fosse stata una messa in scena? E se in realtà il fantasma esistesse davvero?”

(Denilson Fialho, IB)

 

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