Puecher@Nablus: intervista alla Prof. Casagrandi

2010-12 Israele (128)Quest’anno la nostra scuola ha avviato un gemellaggio con una scuola palestinese e sarà proprio il nostro blog il mezzo attraverso il quale noi ragazzi ci scambieremo notizie ed esperienze con i nostri coetanei così lontani.

Il progetto nasce con l’idea di sensibilizzare noi ragazzi sui problemi che si vivono in quello stato. In effetti alla nostra età si sa davvero poco delle tensioni che si vivono in Palestina.

Qualcuno sa che, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Onu decise di risarcire gli ebrei per il genocidio subito, con la sottrazione di una parte del territorio palestinese a favore di uno Stato Ebraico. Fu, chiaramente, l’inizio di una serie di guerre, dato che i territori assegnati loro erano da millenni occupati dai palestinesi. La situazione è sempre stata molto difficile e infatti in quei territori non si conosce serenità. Anche gli adulti fanno fatica a farsi una vera opinione sul conflitto arabo-palestinese, ma quello che è grave è che negli ultimi anni se ne parli sempre meno.

Ecco dunque che questo scambio di contenuti tra noi e questi ragazzi può essere una bella occasione per noi per avere notizie dirette e cercare di capirci qualcosa…

Prima di avviare gli scambi abbiamo fatto un’intervista alla Prof. Casagrandi, promotrice dell’iniziativa.

Ci parli un po’ del progetto.

Voi di Puecherinside comunicherete sul blog nella sezione puecher@nablus.
I ragazzi con cui parlerete vivono in Palestina e sono istruiti da un professore in una scuola fatta da lui perché, a causa dei conflitti con Israele, non hanno più la loro vecchia scuola. Quello che probabilmente voi non sapete è che in Palestina oggi non c’è una vera e propria guerra ma non c’è nemmeno la pace, per via della tensione continui con Israele. I confini fra i due stati sono arbitrari e in continuo cambiamento a svantaggio della componente palestinese, così i ragazzi non si sentono
protetti.

Di che argomenti parleremo con questa scuola?

Si parlerà delle vostre vite, delle attività che fate a scuola, dei progetti a cui partecipate e di cosa
fate nel nostro tempo libero. Poi magari potrete fare loro qualche domanda sulla situazione in cui vivono.

Chi saranno esattamente le persone con cui comunicheremo?

I ragazzi della Kids of Nablus

Che voto darebbe a questa attività da 1 a 10? Perché?

Dipende da come gestiremo la situazione, perché  c’è un grosso imbarazzo intorno a questo tema. Il conflitto arabo-palestinese viene spesso visto come una questione politica, ma in realtà è ancor più una questione  UMANITARIA. Infatti  l’obiettivo di questa corrispondenza  è riportare l’attenzione su questo problema senza idee già formate perché si parla solo di generici intenti di riportare la pace senza pensare che la pace è impossibile senza un po’ di giustizia. La sofferenza dei palestinesi nasce dal fatto che stanno perdendo sempre di più la loro terra ad opera di un governo riconosciuto come democratico a livello internazionale. Chi in Europa difende i palestinesi poi, porta spesso più danno che beneficio, perché sposta la questione sul piano “ideologico” (parola difficile ma importante) e questo fa molto male alla gente di Palestina. Prima del mio viaggio in Israele e nei territori occupati pensavo sempre a “due litiganti”, poi mi sono fatta l’idea che ci sono delle cose da cambiare prima di “fare la pace”.  

Qual è lo scopo di tutto questo?

Lo scopo è riportare alla luce un tema così delicato, di cui nessuno vuole più parlare e poi per i ragazzi sarà una boccata di ossigeno! Nablus non sarà l’unico interlocutore: il 27 novembre conosceremo ragazzi dello Zambia che verranno a suonare alle nostre Officine Puecher…sarebbe bello “parlare” nel nostro blog anche con loro e di loro…

Sarà una bella sfida scrivere in inglese! E naturalmente invitiamo tutti i ragazzi della scuola a partecipare a questo scambio con articoli e con commenti.

(Giulia Capolla, Anita Notarianni, Giulia Tortini )

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