Vacciago: inchiesta (parte 2) sulle educatrici

Donatella

Durante la fantastica settimana a Vacciago delle classi 2A 2B e 2C abbiamo vissuto un’esperienza molto significativa grazie anche al lavoro degli educatori che ci hanno accompagnato in gite e attività nella casa vacanza. Sono stati per 7 giorni un po’ la nostra famiglia e per questo abbiamo voluto fare loro qualche domanda per conoscerli meglio.

Ecco quello che ci hanno raccontato le  quattro educatrici: Manuela, Silvia, Donatella e  Loredana soprannominata Tana.

Abbiamo iniziato con il chiedere loro se amano questo lavoro. “Moltissimo, perché imparo ogni settimana qualcosa di nuovo dai ragazzi. Con loro è un continuo scambio di emozioni”, ha detto Manuela, e anche Silvia ha dichiarato che è bello far vivere ai ragazzi una bella esperienza. “Mi è sempre piaciuto lavorare nel sociale e interagire con i ragazzi dalle medie in su,  quindi ho capito presto che la mia strada era  lavorare con loro” ha detto Tana. Donatella invece è arrivata a fare l’educatrice per caso ma, dopo aver provato, le è piaciuto molto, anche grazie al fatto di avere colleghi bravissimi che le hanno insegnato molto.

Tana

Eppure non è un lavoro facile, ci sono sicuramente dei pro ma devono esserci anche dei contro…

“I pro sono tanti, in particolare il divertimento, il fatto di conoscere tante persone e culture diverse ogni volta. Quanto ai  contro posso dire che a volte  non è facile intervenire sui ragazzi perché anche noi adulti siamo persone e possiamo sbagliare” ha dichiarato Manuela, Silvia ci ha detto che i pro sono la libertà , il fatto di lavorare all’aria aperta, sempre con persone nuove. Fra i contro pensa alla burocrazia. ”E’ bello stare insieme ai ragazzi in un posto bellissimo. Come contro posso segnalare gli orari che sono a volte un po’ pesanti” è invece l’opinione di Donatella. Infine Tana ha dichiarato che “I pro sono il fatto di stare con i ragazzi. E’ bellissimo quando si riceve un feedback del lavoro che si fa con loro, nel senso che ti accorgi di aver cambiato in positivo qualcosa dentro di loro. Contro non ne vedo. Mi piace vedere che alla fine le problematiche sono sempre le stesse, voi ci siete dentro per la prima volta ma noi le abbiamo prima vissute sulla nostra pelle e poi viste qui tante volte. Mi fate sorridere  quando vi vedo piangere disperate, vi chiedo che cosa è successo e mi rispondete ”niente” fra le lacrime… Ma poi basta poco e vi aprite e per noi è bello sentire che ci date fiducia.”

Silvia

Ovviamente dopo tutti questi anni di esperienza di di lavoro ci saranno stati dei ricordi forti, quali ?

“Si, un ragazzo cinese che viveva allo sbando, costantemente in strada, senza una famiglia alle spalle. E’ arrivato qui comportandosi come un bullo, ma lentamente, con la dolcezza e tanta pazienza, siamo riusciti a fargli capire che esiste una vita diversa da quella che pensava lui. Sono rimasta in contatto per diversi anni con la sua insegnante che mi ha segnalato un cambiamento importante anche dopo essere tornati da qui. Certo, non posso sapere tutto, ma mi piace pensare che siamo riusciti a dargli un segnale di svolta. Dobbiamo essere ottimisti in questo lavoro”, ci ha confidato  Manuela, Invece il ricordo più forte di Tana è stato quello di un ragazzo problematico che l’ultimo giorno era stato accusato di aver rubato un i-Pod, dato che era stato trovato nel suo zaino. Lui aveva negato categoricamente, dicendo che sicuramente qualche compagno gli aveva fatto un brutto scherzo e aveva voluto che fosse incolpato. Poi, quella sera, era andato in infermeria e le haveva confessato di averlo preso lui. Allora lei gli aveva chiesto perché avesse deciso di dirglielo e la risposta era stata:” Perché tu non puoi farmi niente”. Ci ha detto che in quel momento si è sentita l’ultima ruota del carro. Poi ne ha parlato con gli altri educatori  e loro le hanno fatto capire che in realtà, al di là delle parole un po’ dure, la confidenza era comunque stata segno di stima e di fiducia e si è sentita meglio.

Manu

“Mi ricordo di un ragazzo disabile grave che aveva una testa deforme e una malattia davvero terribile. Mi ha colpito vederlo qui sempre con il sorriso sulle labbra” ci ha detto Donatella.

Insomma, ci ha colpito il grande cuore di queste persone che, oltre ad averci fatto  vivere  una settimana e un’esperienza indimenticabile, hanno accettato anche di confidarsi così apertamente con noi.

(Ken Anzai, Melany Barrio, Eva Consigli, Luigi Jin Feng, Andrea Perini )

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