Un viaggio in Zambia

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Il 27 novembre noi blogger, insieme ad alcuni bambini delle elementari della Rinnovata,  abbiamo assistito ad un incontro con dei ragazzi dello Zambia che portano in tour alcuni spettacoli di danza e canto tipici della loro terra.

Si tratta di ex ragazzi di strada coordinati da Padre Kamizo, un sacerdote che collabora in vari centri di recupero per ragazzi problematici. Proprio lui ha voluto mostrarci un video sul percorso svolto in uno di questi  centri in Africa per bambini senza casa.

Il filmato è stato molto educativo e ci ha mostrato aspetti della vita che non conoscevamo. Sono state inserite delle interviste agli educatori che si occupano dei ragazzi che hanno raccontato tutte le difficoltà che si affrontano quotidianamente e  come si svolge la vita dei ragazzi.

Padre Kamizo si occupa personalmente di recuperare i ragazzi dalla strada, che spesso vengono abbandonati fin da piccoli dai genitori (in alcuni casi il bambino non conosce neanche i propri  genitori).

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Il sacerdote ci ha spiegato che con questi ragazzi tutto inizia con l’instaurazione di un rapporto di fiducia attraverso il gioco. Arrivano al campo dove possono andare a scuola, avere abiti nuovi, si possono lavare, e iniziare a vivere  una vita dignitosa. Nel video abbiamo potuto vedere dove si lavavano, dove svolgevano le loro lezioni, e abbiamo condiviso con loro anche qualche momento di gioia .

Abbiamo quindi chiesto a questi ragazzi  quali fossero i loro desideri, le loro ambizioni, la professione che avrebbero voluto svolgere. Anche alcuni alunni delle elementari hanno domandato loro qualcosa sulle sensazioni provate nei momenti difficili e delicati, mentre i ragazzi dello Zambia hanno a loro volta mostrato curiosità nei nostri confronti chiedendoci per esempio stupiti come mai noi non indossiamo una divisa.

Poi  è iniziato lo spettacolo e un gruppetto di loro ha iniziato a suonare i tamburi e cantare mentre gli altri ballavano. Quando sono entrati nella fase più movimentata della coreografia hanno pensato bene di invitare alcuni di noi a ballare e persino noi brave reporter ci siamo lanciate nel ballo più sfrenato che esista.

Dopo aver ristabilito la calma, è arrivato il momento  delle canzoni tradizionali e infine dell’inno nazionale  zambiese.

Lo spettacolo è stato divertentissimo e la parte più seria ci ha permesso di riflettere sui problemi che ancora esistono nel mondo.

(Anita Notarianni, Giulia Capolla, Giulia Tortini)

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