“VADO A SCUOLA” (Regia di Pascal Plisson)

Voto ■ ■ ■ ■ ■

Questo film parla di quattro storie di quattro ragazzi che vivono in quattro posti diversi, accomunati dalle difficoltà del percorso per andare a scuola.

Tutti i giorni per andare a scuola seguono strade molto lunghe e pericolose, con un coraggio che li fa sembrare più grandi di quello che sono.

Jackson abita in Kenia, è il primogenito e si deve prendere cura dei suoi fratelli, ha anche una sorella, che è molto legata a lui perchè senza suo fratello non avrebbe il coraggio di affrontare il lungo e pericoloso tragitto per la scuola.

Carlito abita in Argentina, anche lui ha una sorella e deve accompagnarla a scuola andando a cavallo. Le strade che percorre sono molto ripide quindi deve stare attento che non cadano dal cavallo. Nel film la sorella a un certo punto gli chiede se può stare lei davanti sul cavallo, ovviamente lui le dice di no: ha paura che la sorella si faccia male anche perchè le vuole bene.

Samuel è un ragazzo indiano molto intelligente però ha dei problemi fisici e non può camminare,  è molto fortunato perché ha dei fratelli che gli vogliono molto bene e ogni mattina lo aiutano ad arrivare a scuola. Anche i suoi compagni sono molto gentili, infatti quando lo vedono vanno subito ad aiutarlo.

Zahira è una ragazza del Marocco. Tutta la sua famiglia è d’accordo che lei vada a scuola anche perchè nessuno di loro ha mai pouto farlo  e capiscono l’importanza dell’istruzione. Lei percorre il suo tragitto con due sue amiche, si aiutano a vicenda quando, una volta a settimana, si recano in un  collegio.

In questo film, anche se in moro  implicito, si sottolinea l’amore tra i fratelli e l’amicizia tra gli amici, che non sempre tra di noi è scontata.

“Vado a scuola” è stato bello e commovente perchè ci ha fatto riflettere sull’importanza della scuola, grazie alla quale  possiamo costruire un futuro migliore per tutti, come ci fanno capire questi ragazzi che sentono forte il desiderio di andarci per darne uno a loro, alla loro famiglia e al loro paese;  questa per loro è l’unica speranza e non la vogliono perdere.

(Clea Gargano, Alessia Xiang Ting)

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