Diario di Berlino

Il 23 febbraio i ragazzi della 3 A e della 3 B si sono dovuti alzare alle 3:00 del mattino per ritrovarsi in aeroporto alle 4:30. Insieme all’ansia che ha disturbato il sonno dei pochi che hanno dormito, si è mischiata per molti anche l’emozione del primo volo. Poi, finalmente, Berlino…
Eravamo tutti elettrizzati all’arrivo in questa città per noi nuova, ricca di emozione e di storia. Le proff. non ci hanno dato un minuto di riposo: avevamo troppe cose da esplorare in questa meravigliosa città. Tra le nostre tappe ci sono stati diversi musei, come l’ Holocaust Mahmal, il memoriale costruito per ricordare le vittime dell’Olocausto, al cui interno c’erano delle ”pagine di diario” scritte da ebrei vittime della crudeltà di Hitler. Alcune storie potevano arrivare a farti piangere perché era facile immedesimarsi in quelle orribili situazioni e a quel punto non importava se fossero scritte in inglese o in tedesco perché comunque le foto che le accompagnavano “parlavano” da sé.
Un altro museo che ci ha colpito davvero è stato il Jüdische Museum Berlin con la sua struttura molto bizzarra a zig zag, ricca di simboli. C’erano alcune stanze che evocavano significati molto profondi come la Torre dell’Olocausto, una stanza stretta ma altissima completamente vuota, o la sala delle Shalechet (Foglie cadute), che conteneva delle sagome di facce in ferro ammucchiate sul pavimento a ricordare gli ebrei morti durante il nazismo: il fatto che la guida ci abbia lasciato camminarci sopra è stato davvero emozionante.
Poi c’è stata la Berlino più moderna, quella della Postdamer Platz, all’interno della quale si trova il Sony center, famoso per la sua struttura innovativa.
Da non dimenticare c’è la chiesa Wilhelm Kirche, che non è una chiesa qualunque, perché racconta, in un quartere super moderno, la tragica storia che lo ha fatto nascere. L’intera piazza fu infatti bombardata durante il conflitto mondiale e la stessa chiesa è ancora semidiroccata, ma resta al centro della piazza come monito a non dimenticare (infatti è anche nota come “Chiesa della memoria”).
L’ultima meraviglia che abbiamo visto è stata la Berliner Fernsehturm, ovvero la Torre della Tv. Abbiamo avuto addirittura la possibilità di salirci in cima per poter ammirare le meraviglie di Berlino nella sua interezza dal suo punto più alto, godendo, fra l’altro, di una bellissima giornata di sole.
Insomma, è stata una bellissima esperienza, appena oscurata dalla maleducazione della gente, dal freddo e dalla rigidezza dell’ostello. Questo viaggio è stato unico e ci ha permesso anche di rafforzare il rapporto con i compagni. Inoltre Berlino ci ha fatto riflettere sull’ingiustizia di certi eventi storici e sull’importanza di lavorare tutti insieme per la convivenza pacifica e il rispetto per gli altri, condannando la prepotenza. Vivere a Berlino è stato come poter condividere il dolore e gli errori del passato.

(Ilaria Romanelli, Melany Barrio, 3 B)

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