Prime in gita a Pavia

Il 10 marzo noi ragazzi delle classi 1 F e 1 D siamo andati a Pavia per scoprire la città in lingua inglese e per giocare a Quiddich. Ci hanno accompagnato le proff. Piras, Schiavone e De Giorgi e i proff. Ponginibbio, Romano e Girgenti.
Quando la nostra guida, Simon, ci ha raccontato le leggende di Pavia, storie di diavoli e fantasmi, abbiamo ascoltato tutto con attenzione e alcuni di noi hanno anche provato a parlare in inglese: ci è servito molto! Certo, c’erano diverse parole che non capivamo, ma Simon ce le ha spiegate sempre in modo semplice, anche mimando, ed è stato bello indovinarle. Abbiamo provato emozioni bellissime, sia per le storie che ascoltavamo, sia perché eravamo con i nostri amici.
Simon era buffo e divertente, ma anche istruttivo. Pian piano, mentre ascoltavamo le leggende, la nostra curiosità cresceva sempre di più e volevamo sentirne altre.
Le storie ci hanno fatto provare sensazioni diverse: alcuni di noi avevano paura dei racconti più misteriosi, altri si sono particolarmente emozionati sentendo la storia d’amore tra la principessa longobarda e il pescatore, altri ancora hanno preferito la storia finale, quella del fantasma di Fasolino e del pozzo che realizza il desiderio opposto a quello che esprimi, dopo averci gettato dentro una moneta.
Il pozzo si trovava all’interno dell’università di Pavia e alcuni di noi (Valeria, Geam-Pierre, Leonardo, Margherita e Marino), terminata l’ultima leggenda, hanno provato a buttarvi dentro delle monetine: tutti hanno domandato il desiderio contrario… tranne Marino, che si è sbagliato e ha chiesto quello che veramente voleva!
Abbiamo visitato il centro della città, il castello e delle piazze molto belle. Mentre camminavamo, potevamo ridere, scherzare e parlare liberamente coi nostri compagni, e soprattutto senza genitori! Durante la visita, alla povera Valeria è caduto un dente… ma per fortuna il prof. Ponginibbio l’ha prontamente soccorsa.
Per la pausa pranzo, abbiamo mangiato in una specie di mensa in cui cucinavano molto bene e abbondante.
Dopo pranzo abbiamo provato a giocare a Quiddich con l’aiuto di un’altra guida, dividendoci in squadre e facendo un torneo. Da un lato è stato interessante, perché la spiegazione era tutta in inglese e dovevamo parlare in inglese anche noi; dall’altro, il campo era molto sabbioso e alcuni di noi non avevano ben chiare le regole, per cui il gioco a volte risultava un po’ confuso. Abbiamo imparato i nomi dei ruoli in inglese: ogni squadra aveva un keeper (portiere), un seeker (cercatore), tre beaters (battitori) e tre chasers (cacciatori). I nomi delle tre palle erano invece: quaffle (pluffa), bludgers (bolidi) e goldsnitch (boccino).
Durante il viaggio di ritorno in pullman, alcuni di noi hanno provato a parlare in inglese e ci è stato allora un po’ più chiaro lo scopo dell’uscita: provare a usare l’inglese fuori da scuola. Altri di noi hanno giocato a “Obbligo e verità”, oppure hanno chiacchierato della gita.

(Leonardo Butera, Margherita Maggi, Valeria Siclé, Andrea Giorgi, Jacopo Arrighi, Geam Pierre DIaz, I F

Foto: Dario Bocchetti, I F)

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