Berlino secondo la terza A

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Dal 23 di febbraio al 26 dello stesso mese, noi ragazzi delle classi 3A e 3B siamo stati in visita a Berlino, la splendida capitale tedesca. Il viaggio è stato organizzato dai professori, con i quali, prima di partire, abbiamo preparato delle ricerche sulle località e sui monumenti più famosi della città, con le quali attualmente stiamo anche scrivendo una guida turistica di Berlino. La partenza è avvenuta, per l’appunto, lunedì 23 febbraio alle 6:50 di mattina, dall’areoporto di Malpensa. Noi tutti eravamo emozionatissimi, partire per la Germania con i propri amici non è cosa da tutti i giorni! Già dalla prima giornata abbiamo cominciato a faticare, dato che abbiamo camminato costantemente dalla mattina alla sera, per poter sfruttare al meglio il poco tempo che ci era stato concesso di passare in quella città. Il primo luogo che abbiamo vistitato, subito dopo aver posato i bagagli nell’ostello dove abbiamo alloggiato, è stato Alexanderplatz, una piazza molto estesa e dall’aspetto moderno.In seguito abbiamo visto la Kaiser-Wilhelm-Gedachtsenkirche, anche conosciuta come Dente Cavo e poi abbiamo fatto un giro turistico della città sull’autobus 100, che fa il giro completo del centro della città, dove sono concentrati i monumenti più importanti, per poi fermarci a Potsdamerplatz, una piazza molto moderna, dove ha sede il Sony Center, coperta da una tettoia la cui forma ricorda il Monte Fuji e su cui la sera vengono proiettate luci coloratissime. In seguito abbiamo visto un museo, la Topografia del Terrore, che, attraverso testi, documenti e fotografie raccontava la storia del periodo del regime nazista, incentrandosi particolarmente sulla Gestapo e sulle forze armate della SS, due forme di polizia speciale che agivano a vantaggio del partito nazista. Il giorno seguente abbiamo visto la Porta di Brandeburgo, un monumento in stile neoclassico, il Museo Giudaico, progettato in modo che l’edificio stesso racconti la storia del popolo ebraico, Tiergarten, il parco più grande e famoso di Berlino, da cui è ben visibile la Vittoria Alata, e il Checkpoint Charlie, che in passato è stato un luogo di passaggio per chi, con permessi speciali o clandestinamente, si è spostato da Berlino Est a Berlino Ovest.La sera del giorno stesso siamo poi tornati alla Porta di Brandeburgo, per ammirarla nel suo omento di splendore: la notte. La Porta, quando fa buio, è infatti illuminata in tal modo da apparire ancora più bella, contrastando lucentemente con l’oscurità del cielo. Il terzo giorno abbiamo visitato il Museo di Pergamo con i suoi impressionanti reperti, nonostante non fosse possibile vedere l’altare di Pergamo, il monumento da cui il museo prende nome, a causa della restaurazione in corso, il Duomo di Berlino, Bebelplatz, dove furono bruciati i libri proibiti dal regime nazista, il Museo del Muro e l’East Side Gallery, di cui abbiamo potuto ammirare lo splendore deturpato, dato che i bellissimi murales che vi sono raffigurati sono stati coperti di scritte da visitatori dalla dubbia educazione morale. Il quarto e, purtroppo, ultimo giorno, siamo stati all’Holocaust Mahnmal, il monumento dell’olocausto, di cui abbiamo anche visitato il museo sottostante, siamo saliti sulla Torre Radio di Berlino, da cui si vedeva tutta la città in tutta la sua bellezza, e abbiamo visto il Bundestag, un tempo chiamato Reichstag, che è l’attuale edificio del parlamento, famoso per la sua cupola di vetro.
Visitare Berlino è stata una bellissima esperienza, per quanto ci facessero male le gambe e i piedi, non credo ci sia qualcuno in grado di ammettere, onestamente, di essersi annoiato durante questo viaggio: non solo abbiamo avuto la possibilità di approfondire la nostra conoscenza della storia di Berlino, ma lo abbiamo fatto con i nostri amici, nella serenità più totale, felici di poter camminare tra le vie di una città così lontana e grande: a studiarlo sui libri non sarebbe stato altro che un puntino su una cartina, ad appena qualche centimetro di distanza da Milano.
Ora che siamo tornati, però, arriva l’ansia… gli esami si avvicinano…
(Ulrike Lanting)

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