Didattica a distanza: come si sono organizzate le università?

In questo difficile momento anche le scuole più prestigiose come le università si sono attrezzate per utilizzare la didattica a distanza.
A tal proposito abbiamo intervistato Lidia Castoldi, docente del Politecnico di Milano che insegna alla facoltà di ingegneria chimica.

Come si sono attrezzate le università per far fronte a questa emergenza?

Per prima cosa è stata individuata una piattaforma che consentisse sia di condurre videolezioni sia di registrarle, in modo da renderle disponibili anche offline. Sono state create aule virtuali con accesso attraverso un opportuno link in modo che solo gli studenti iscritti a quel corso potessero accedervi. Questo anche per poter meglio gestire l’accesso di centinaia di studenti e limitare i problemi di connessione.
I docenti sono stati formati attraverso corsi dedicati sia per quanto riguarda l’uso dello strumento informatico sia per quanto riguarda le modalità di comunicazione e apprendimento attraverso videoconferenze.
Rimangono grossi problemi per i corsi che prevedono anche laboratori sperimentali.

Quali piattaforme vengono soprattutto utilizzate?

Per le video conferenze si usa Teams di Microsoft, che consente anche la registrazione in contemporanea della lezione. In alternativa si può usare una funzione di powerpoint che consente di registrare un audio associato ad ogni slide; il file così composto viene caricato su un’apposita cartella condivisa cui si accede con link dedicato. Per gli esami si utilizza Teams o Skype.

Come si svolgono gli esami?

Gli esami orali si svolgono in vide conferenza, in collegamento singolo tra docente e studente. Quest’ultimo deve inviare in anticipo la sua carta d’identità per il riconoscimento prima dell’esame. Durante l’orale deve esserci la possibilità di condividere lo schermo dello strumento utilizzato (PC, Tablet, telefono…) per verificare ciò che lo studente scrive durante l’interrogazione.

E le lauree?

Le lauree si svolgono come gli esami orali per quanto riguarda l’esposizione della tesi; sono però connessi contemporaneamente tutti i membri della commissione e gli studenti laureandi che prendono la parola uno alla volta chiamati dal presidente di commissione. Al termine delle discussioni, la commissione si scollega e si ricollega separatamente per decidere i voti. Segue una nuova connessione comune per la comunicazione dei voti e le proclamazioni.

Questa modalità secondo lei è più produttiva?

E’ un po’ presto per dirlo. Diciamo che le lezioni sono ben frequentate e il feedback degli studenti è mediamente positivo. Manca ovviamente la verifica costante della comprensione che in aula si fa attraverso le domande e che in videoconferenza è altamente limitata se non assente.
Gli esami di corsi già conclusi (quindi erogati in modalità tradizionale) sembrano avere risultati migliori perché gli studenti sembrano meno in soggezione.

(Marco)

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