ANNA FRANK: “Diario” (Casa editrice: Einaudi, 1947)

Genere: Diario

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Si tratta di una storia vera. Anna è una ragazzina tedesca di origine ebrea. Al suo 13mo compleanno le viene regalato un diario, poco dopo è costretta a trasferirsi ad Amsterdam con la sua famiglia. I Frank si trasferiscono in un alloggio segreto sopra una vecchia fabbrica, insieme alla famiglia Van Daan e al Dottot Dussel. La fabbrica è troppo piccola e molto fredda e le condizioni di vita non sono facili. Anna decide allora di scrivere le sue emozioni in quel diario al quale decide di dare anche un nome: Kitty, così come la sua amica immaginaria. Spesso in queste pagine parla di Peter, il ragazzo di cui pian piano si accorge di essee innamorata. Ma questa situazione non dura a lungo. Un giorno infatti i tedeschi fanno irruzione nell’alloggio e tutti loro vengono e condotti nei campi di concentramento. Il 22 febbraio 1944 i Frank arrivano ad Auschwitz, dove il padre viene separato dalle figlie e dalla moglie, che da li a poco,muore di consunzione. Nel febbraio 1945 Anna e Margot si ammalano di tifo, e poco dopo mmuoiono entrambe per essere sepolte in una fossa comune.

La vicenda si svolge all’interno dell’alloggio segreto, tra il 1942 e il 1944.

Anna:è la protagonista e colei che scrive il diario.

Margot è sua sorella, una ragazza studiosa e molto timida

Peter è il figlio dei sig.Van Daan. Molto amico di Margot, innamorato di Anna, è un ragazzo goffo e molto timido con le ragazze soprattutto.

La madre di Anna ci appare per il suo comportamento più come un’amica che come una mamma, dato che non riesce a manifestare nessun affetto che possa andare oltre l’amicizia.

Il padre di Anna:al contrario della madre cerca di non far mancare nulla alle figlieed è per questo che Anna lo considera un eccellente confidente.

Mi è piaciuto perchè mi piaciono i diari e i romanzi raccontati in prima persona.

E’ un libro molto bello e triste allo stesso tempo, bello perchè ci fa capire il senso della vita attraverso la sensibilità di questa ragazza di soli 13/16 anni. Triste, perchè tutti i desideri, tutte le idee che appartenevano ad Anna, sono state distrutte, buttate all’aria, per il semplice fatto che lei, ragazza innocente, era di origini ebree.

Mi è rimasto particolarmente impresso il primo capitolo che racconta il suo 13°compleanno, quando le viene regalato il diario dove poi scriverà tutte le emozioni della sua breve vita. Anna voleva diventare una scrittrice e questo suo desiderio si è avverato, anche non come immaginava.

(Kiara Karanang)

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