Cinema Teatro Trieste: una scommessa vinta

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Il giorno 16/11/16 la classe 3 B della scuola Puecher, accompagnata dalle Proff. Lamonaca e Triolo è andato al ristorante del padre di un compagno, il Sig. Luigi Ardizzone, proprietario del Cinema Teatro Trieste, un ristorante un po’ particolare, dove, oltre a mangiare è possibile ascoltare musica dal vivo.

E’ stata una bella occasione per fargli alcune domande sul suo lavoro e per avere un’ idea del suo mestiere, dato che stiamo svolgendo a scuola il percorso sull’orientamento e ognuno di noi si sta chiedendo quale sarà la propria strada nel mondo del lavoro.

Il Sig. Ardizzone ci ha raccontato che il suo lavoro può essere molto impegnativo, se non ti piace, perché ogni giorno c’è un problema da risolvere, che deve sistemare lui.

Ci ha parlato della storia del suo locale che quando è nato, nel 1912, era un cinema-teatro, in cui la gente andava per incontrarsi e parlare. All’inizio i film proiettati erano solo in bianco e nero e muti, poi arrivò il colore e il suono. Il ristorante prende il nome da una famiglia triestina, perché in quegli anni Milano era piena di triestini; negli anni 40 il nome cambiò in Cinema Sempione.

Negli anni 60/70 ci fu un periodo di crisi per il cinema, e molti vennero chiusi diventando magazzini, poi c’è stata una fase in cui il cinema è diventato d’essay, cioé trasmetteva titoli di registi all’avanguardia, e infine ha avuto una fase hard.

Quando lo ha acquistato due anni fa, ha apportato molte modifiche al locale, aggiungendoci:

  • la ristorazione
  • il palco
  • il giardino
  • l’enoteca

Oggi il ristorante è utilizzato anche per girare pubblicità o scene di film, e spesso ospita aziende che vogliono presentare un prodotto in convention e che quindi usufruiscono dello schermo del vecchio cinema.

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Dopo averci parlato della storia del locale, abbiamo avuto la possibilità di fargli una breve intervista, ponendogli le nostre domande:

Le piace il suo lavoro?

Sì, il cinema è sempre stata la mia passione e con questo lavoro sono riuscito a trovare un compromesso tra cinema e ristorazione.

Ha mai avuto il timore che con questo lavoro non sarebbe riuscito a guadagnare abbastanza per mandare avanti lei e la sua famiglia?

No, perché io ho altri lavori, tra cui anche un ristorante in Grecia, e quindi non ho mai avuto problemi di guadagno.

Vorrebbe che i suoi figli continuassero la gestione del ristorante?

No, perché questo lavoro è molto impegnativo e se a loro non piacesse sarebbe meglio che ne facessero uno adatto a loro.

Sono previste serate per ragazzi della nostra età?

No, perché qui le serate solitamente cominciano verso le 11:00 e voi a quell’ora dovreste essere a letto.

A che compromessi è dovuto arrivare, per fare il lavoro che fa?

Nessuno.

Quali sono le attività del ristorante che preferisce e quali non le piacciono?

Mi piacciono tutte, ma se dovessi sceglierne una che proprio non mi piaccia sarebbe il cameriere, perché deve gestire i clienti e deve sapersi adattare a loro.

Come si trova con i suoi dipendenti?

Per fortuna ora bene, devo dire che ora sono proprio una bella squadra.

Quando le è venuta l’idea di aprire un ristorante? Se n’è mai pentito?

L’idea mi è venuta a Cipro e non me ne sono mai pentito perché mi piace continuare a migliorare il locale.

Aprirebbe un altro ristorante?

Ne ha già un altro a Creta che affitto perché non mi piace più, quindi non aprirei un altro ristorante, ma un altro locale diverso si.

Il ristorante è come se lo era immaginato?

Più o meno si e sono soddisfatto quando penso che grazie a questo ristorante in quel quartiere è stata scacciata la malavita.

Consiglierebbe ad altri la sua esperienza?

No, credo che ognuno debba seguire la propria passione.

Che lavori si svolgono nel ristorante?

Ce ne sono tanti: il cuoco, il pizzaiolo, il lavapiatti, il pasticcere, l’informatico (che ne cura il sito web), il consulente per gli stipendi, il commercialista, il fonico e molti altri.

Lei nel ristorante che ruolo ha, oltre ad esserne il proprietario?

In quanto proprietario il mio compito è quello di coordinare tutto, quindi se c’è un problema io lo devo risolvere e se manca un dipendente devo prenderne il suo posto.

Questa uscita ci è piaciuta molto, anche perché ora abbiamo le idee più chiare su quello che vorremmo fare in futuro.

(i ragazzi della 3 B)

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